Big Data e Social Network Analysis

Big Data e Social Network Analysis

Mi affascina il fatto che le immense quantità di dati presenti nella rete e frutto delle interazioni tra gli utenti, possano essere raccolte, analizzate e studiate per ricerche sociali. Mi intimorisce invece il fatto che questi dati possano essere utilizzati a fini commerciali e per meglio manipolare il comportamento degli utenti stessi.

In ogni caso, questa è la situazione attuale e questi gli strumenti a disposizione: immense quantità di dati (i cosiddetti “Big Data”) si trovano stoccati in dataset di una grandezza che va da qualche dozzina di terabites a molti petabyte di dati. IBM afferma che ogni giorno vengono creati 2,5 quintilioni di byte di dati. Si stima inoltre che ormai il 98% delle informazioni sia registrata in formato digitale mentre nel 2000 solo il 25% delle informazioni era registrato in supporti digitali e il restante si trovava su supporti analogici come carta e nastri magnetici (Hilbert e Lopez, 2011, cit. in Stella R., Riva C., Scarcelli C.M., Drusian M., 2014).

A parte tutta questa massa multimediale di informazioni digitali, per gli obiettivi del marketing e della ricerca sociale importano i legami che si generano nelle relazioni online, studiati dalla Social Network Analysis.

E’ utile sapere che ci sono molte applicazioni, anche open source, che permettono di analizzare questi dati e visualizzarne graficamente i risultati.

Netvizz per esempio è un’applicazione che permette di analizzare le interazioni su Facebook ricavando dati dalle pagine, dai gruppi, dai likes e dai link condivisi. La limitazione è costituita dal fatto che, per motivi di privacy, i dati estrapolati sono solo quelli che l’utente o il gruppo ha deciso di rendere pubblici. L’applicazione genererà un file .gdf importabile in software gratuiti come Gephi che tradurrà i dati in forma grafica.
I dati verranno rappresentati quindi in nodi e linee e si potrà studiare per esempio la densità della rete e la centralità di alcuni nodi, utilizzando le logiche algebriche della teoria dei grafi.

Un altro strumento open source, in questo caso per analizzare la rete del proprio account Linkedin, è Socilab, che offre anche metriche rispetto a medie generali ottenute dalla ricerca sociale, con un limite di 500 contatti visibili per utente. E’ possibile visualizzare i nostri contatti in relazione al nostro account oppure in gruppi separati indipendenti dal legame con il nostro account, e filtrarli secondo nazione e settore.

Di seguito il grafo del mio account Linkedin:

social network analysis

Fonti:

Stella R., Riva C., Scarcelli C.M., Drusian M. (2014), Sociologia dei New Media, UTET.

La qualità nel web design, elementi per il successo di un sito web

La qualità nel web design, elementi per il successo di un sito web

Il 17 maggio il Webby Awards compirà 20 anni. Il Webby Awards è un premio internazionale indetto annualmente dall’International Academy of Digital Arts and Sciences, di cui fa parte anche David Bowie.

L’evento premia le eccellenze del mondo di Internet, in termini di funzionalità e creatività, nelle categorie siti web, film e video online, pubblicità e media, siti mobile e apps, social.

Ma cosa determina l’eccellenza e la qualità nel web design, cosa determina il successo di un sito web?

White (2006) afferma che i giudici del Webby valutano la qualità dei siti web in base a sei caratteristiche:

  1. Contenuto
  2. Struttura e navigazione
  3. Visual design
  4. Funzionalità
  5. Interattività
  6. Esperienza globale

     

    1. Il detto Content is King è sempre valido nella progettazione di siti web. Il contenuto, sia esso costituito da testi, immagini, video, animazioni, è il cuore di un sito e deve rappresentare un insieme ben orchestrato di contenuti multimediali che veicolino l’insieme di conoscenze comunicate dal sito. Per raggiungere l’obiettivo deve essere rilevante, coinvolgente e appropriato per gli utenti target.2. La struttura e la navigazione comprendono l’architettura delle informazioni e l’organizzazione logica dei contenuti. Una buona struttura rende l’esperienza di navigazione facile, intuitiva e coerente, permettendo all’utente di crearsi velocemente uno schema mentale logico dell’organizzazione delle informazioni.

    3. Il visual design comprende il layout e l’apparenza visiva complessivo del sito web, quindi per esempio l’estetica, le soluzioni originali e l’uso ragionato dei colori.

    4. La funzionalità è l’uso delle tecnologie all’interno del sito web e riflette la capacità dello sviluppatore di usare le tecnologie in modo appropriato ed efficiente, mai gratuito.

    5. L’interattività veicola il concetto che l’utente partecipi, piuttosto che essere spettatore, in modo che sia facilitato nella interazione con i servizi offerti dal sito web e le azioni richieste.

    6. L’esperienza globale è invece costituita da quella proprietà intangibile che induce il visitatore a rimanere nel sito web, acquistare un prodotto o utilizzare un servizio. Essa deriva dalle cinque componenti esposte in precedenza e dal loro armonico equilibrio.

     

    Fonti:

    White, B., 2006. How to ‘‘webby-ize’’ your web site – factors in award-winning design. In: Proceedings of the 3rd Latin American web congress. Buenos Aires, Argentina, IEEE Computer Society, 25–26.

Culture-Centred Design e la metafora del giardino

Culture-Centred Design e la metafora del giardino

Per la mia tesi della laurea triennale in Psicologia sulla Human Computer Interaction mi sono imbattuta in alcuni interessanti studi relativi agli aspetti culturali che devono essere considerati nella progettazione di un sito web. In particolare ho trovato molto interessante e creativo l’approccio di Shen e collaboratori (2006), frutto di uno studio congiunto di alcune Università di Taiwan e Londra.

Questi ricercatori del settore User-Interface Design e Human Computer Interaction hanno ideato e sperimentato una nuova interfaccia grafica che prendesse in considerazione una metafora basata su elementi culturali. Infatti oggi la grande metafora che domina il mondo della nostra interattività con la grafica di computer, smartphone e tablet è rappresentata dalla scrivania, o desktop, ideata negli anni 60 e basta sulla cultura americana. Spesso si dimentica tuttavia che alcune culture hanno difficoltà a comprendere tali metafore e icone.

Il nostro spazio di lavoro digitale è organizzato in maniera analoga al mondo parallelo della carta, che trova in scrivanie, cestini, cartelle e fogli il proprio supporto materiale tradizionale. Tuttavia, spesso le metafore possono essere non comprese perfettamente se una determinata cultura umana assegna a determinati simboli e icone valori differenti rispetto a quelli intesi dallo sviluppatore dell’interfaccia. Onde evitare fraintendimenti è quindi utile parlare nello stesso linguaggio dell’utente.
I ricercatori hanno quindi testato i risultati della nuova metafora, in termini di usabilità, interattività e significanza culturale in un gruppo di utenti cinesi.

Il metodo di progettazione web culture centred proposto da Shen e collaboratori prevede:
1) selezione del gruppo target
2) indagine sugli elementi rilevanti di una determinata cultura
3) creazione di un collage visivo, ovvero di una collezione di immagini relative alla cultura target, che includa il linguaggio, gli schemi logici e i tabù sociali. Questo studio è essenziale per rendere comprensibile all’utente simboli e metafore e anticipare il suo comportamento.
4) implementare il design, testarlo e modificarlo in base a test ripetuti con gli utenti.

Nella progettazione dell’interfaccia web si sono considerati alcuni elementi del giardino zen e la loro funzione, per inserirli in un ambiente logico coerente con la cultura dell’utente cinese, con il risultato grafico visibile di seguito:

culture centred design

La scelta della metafora del giardino si pone in questo caso come particolarmente centrata in quanto sia il giardino che il computer sono strumenti di relax, divertimento, ispirazione e creazione, comunicazione e socializzazione.

L’esperimento è stato realizzato qualche anno fa con risultati molti positivi in termini di soddisfazione dell’utente e valutazione di usabilità, e può offrire spunti interessanti per ulteriori ricerche.

Fonti:
Shen S.T., Woolley M., Prior S. (2006).Towards Culture-Centred Design, Interacting with Computers 18, 820–852. DOI:10.1016/j.intcom.2005.11.014